Origini
del nome
Il termine deriva dall'azione
di mozzare la testa del formaggio al momento del consumo.
Zona di produzione
La zona di produzione comprende l'intero
territorio della Basilicata.
Tecnica di produzione
Si utilizza il latte crudo di vacca,
filtrato e riscaldato fino alla temperatura di 35-38°C.
Successivamente viene aggiunto caglio in pasta di vitello
e, dopo 30-40 minuti, si procede alla rottura della
cagliata. Dopo aver lasciato a riposo la cagliata per
circa 15-20 minuti si estrae il siero che viene riscaldato
a 65-70°C e la si rompe nuovamente. Sulla cagliata
viene versato il sieroinnesto e poi il siero caldo,
mescolando continuamente. La scotta che rimane dalla
lavorazione della Ricotta, si aggiunge alla pasta fino
a coprirla questo per mantenere la temperatura e favorire
la maturazione che avviene in 4-5 ore. La pasta matura
viene tagliata e lasciata su un tompagno per ulteriori
30 minuti. Si taglia ulteriormente a pezzetti, si immerge
in acqua bollente e successivamente viene lavorata
fino
ad ottenere una striscia unica. Da questa si staccano
delle porzioni che lavorate a mano acquisiscono la
forma
tipica della scamorza. Appena prodotta, la scamorza
viene immersa in acqua fredda e, successivamente, in
salamoia per circa un'ora. Le scamorze vengono fatte
asciugare anche per alcuni giorni e successivamente
immerse in una soluzione di fumo liquido.
Gastronomia
La Scamorza affumicata si taglia a
fette di sezione cilindrica o a tocchetti per la preparazione
di piatti tipici. Può essere gustata con focaccia
cotta al forno, con prosciutto crudo, cotta alla piastra,
o per la farcitura di pizze o pasta al forno. Si abbina
a vino rosso giovane e poco tannico.
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