Origini
del nome
Nasce dall'antica esigenza del
pastore di greggi misti di poter caseificare anche quando,
in assenza di latte delle pecore nella stagione calda,
l'unica risorsa era quello di capra. Il Cacioricotta
Ë un formaggio caprino che ingloba nella cagliata
sia la caseina o cacio sia le sieroproteine della ricotta.
Zona di produzione
La produzione del Cacioricotta interessa
tutto il territorio della regione Basilicata.
Tecnica di produzione
Il latte caprino di razze miste, allevate
allo stato brado, si riscalda fino ai 90°C o fino
a raggiungere la bollitura. In questo modo si recupera
la maggior parte delle sieroproteine. In fase di raffreddamento,
a 38°C, si aggiunge il caglio in pasta di capretto,
di agnello o vitello. Il caglio è, generalmente,
prodotto in azienda da abomasi di agnelli o capretti
lattanti che, una volta asciugati all'aria, vengono
triturati e conservati in barattoli. Dopo 30-40 minuti
la cagliata può essere rotta in modo violento
fino ad ottenere dei granuli della dimensione di chicchi
di riso. Si lascia riposare, poi si raccoglie manualmente
in fuscelle pressandola con le mani per far fuoriuscire
il siero. Si fa dissierare sul tompagno per circa 24
ore. Il formaggio viene, poi, tolto dalle fuscelle e
salato a secco, infine posto ad asciugare in locali
freschi come grotte o cantine. Si può consumare
fresco dopo una ventina di giorni o fatto ulteriormente
stagionare per ottenere un prodotto da grattugia.
Gastronomia
Il Cacioricotta si taglia in quattro
o più parti e si abbina ad un vino bianco giovane,
fresco e secco, accompagnato da pomodori, insalata
verde
o radicchio, oppure grattugiato.
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